Andrea Ghira probabilmente subisce il fascino di Zodiac e del sedicente Jack Lo Squartatore, ma sminuire il Male potrebbe essere pericoloso. Andrea Ghira è un assassino stupratore, e ha appena siglato una delle vicende più feroci del dopoguerra italiano.

A differenza di Gianni Guido e Angelo Izzo, però, Ghira non si è fatto prendere. In quella villa di San Felice Circeo, in fondo a via di Vasca Moresca, ci è arrivato da grande divo. I due sgherri, mentre torturano le indifese Rosaria Lopez e Donatella Colasanti, lo annunciano come il più pericoloso e crudele perché lui è Jacques Berenguer del Clan dei Marsigliesi. Non Andrea Ghira, lui è Berenguer. Un nome finto, una personalità finta e coraggiosa soltanto di fronte a due donne fragili.
Loro stessi, Guido e Izzo, si fingono appartenenti a un clan di criminali. Un gioco d’identità e costumi da indossare, un folle piano di sottomissione e apologia del patriarcato messa in atto da tre pariolini che rinnegano la propria identità, pur di sembrare più alti sul podio della malavita. Ed ecco, con Rosaria Lopez uccisa da un piano diabolico e Donatella Colasanti che è più forte della morte, i tre fanno ritorno a Roma. Il 30 settembre 1975 Donatella, in piena notte, attira l’attenzione di un intero Paese lamentandosi dal bagagliaio della 127 di Gianni Guido. Angelo Izzo e Gianni Guido vengono catturati. Andrea no, si dà alla macchia.
Eppure, Jacques Andrea Ghira Berenguer non dimentica i suoi camerati, e mentre Izzo e Guido sono nelle mani dello Stato invia loro un messaggio pieno di violenza.
Non mi avranno mai. Vi assicuro che quella bastarda la faccio fuori, per voi non c’è pericolo, a fine anno ’76 uscirete per libertà provvisoria. Anche se sanno tutto, quei bastardi faranno una brutta fine anche loro. Comunque non vi preoccupate per la mia latitanza ho circa 13 milioni di lire, forse andrò via da Roma. Per quanto riguarda la stronzetta, farà la fine della Lopez. State calmi, a presto.
La firma? “Berenguer”, perché non si smette mai di giocare ai soldatini. Promesse mai mantenute, ovviamente, perché Donatella Colasanti morirà nel 2005 e non di certo per mano di qualche nostalgico dei Marsigliesi. Sarà un tumore al seno in metastasi, a ucciderla. A uccidere Andrea Ghira, invece, sarà un’overdose, visto che dopo vari accertamenti e infinite perizie si scopre che il terzo della banda del Circeo è morto nel 1994 a Melilla, in Spagna. 11 anni prima di “quella stronzetta” di Donatella Colasanti.
Fonti
- Il massacro del Circeo
Spazio70 - Savelli, Flaminia
Giovani, carini ma assassini
Newton Compton Editori, 12 nov 2005 - Sciarelli, Federica; Rinaldi, Giuseppe
Tre bravi ragazzi: gli assassini del Circeo, i retroscena di un’inchiesta lunga 30 anni
Rizzoli, 2006 - Pistilli, Clemente
Massacro del Circeo, Andrea Ghira è ancora simbolo della giustizia negata. Poteva essere arrestato appena cinque anni dopo le violenze
La Repubblica, 30 set 2020 - È morta Donatella Colasanti, sopravvissuta al massacro del Circeo
La Repubblica, 4 gen 2006
